Nel messaggio inviato a monsignor Rino FisichellaPresidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in cui vengono proposti alcuni suggerimenti per la celebrazione del Giubileo della Misericordia, papa Francesco ricorda che «ogni volta che un fedele vivrà» una delle opere di misericordia spirituale o corporale «in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare».

Ma, cosa si intende per «opera di misericordia»? Siamo certi di conoscere con esattezza ciò che Gesù ci chiede – e che viene descritto nel Vangelo di Matteo – per ottenere il perdono dei peccati? «Le opere di misericordia – cita il Catechismo della Chiesa Cattolica, 2447 – sono azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali. Istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come pure perdonare e sopportare con pazienza. Le opere di misericordia corporale consistono segnatamente nel dare da mangiare a chi ha fame, nell’ospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare gli ammalati e i prigionieri, nel seppellire i morti. Tra queste opere, fare l’elemosina ai poveri è una delle principali testimonianze della carità fraterna: è pure una pratica di giustizia che piace a Dio».

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Ricordiamo quindi le sette opere di misericordia spirituale  consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste e pregare Dio per i vivi e per i morti – e le sette opere di misericordia corporale: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati e seppellire i morti.

Per comprendere meglio il cammino da compiere in questo Anno Santo, la parrocchia Santa Maria della Pietà, nel quartiere Le Grazie di Recanati, su iniziativa della comunità dei Padri Passionisti, propone un percorso di catechesi per la Quaresima sulle opere di misericordia.

Il passionista padre Dario Di Giosia
Il passionista padre Dario Di Giosia

Ogni martedì, a partire dal 16 febbraio, alle ore 21.30 nel salone parrocchiale il vice parroco padre Dario Di Giosia invita giovani e adulti «in un itinerario di formazione attraverso la lettura fatta insieme di alcune schede e il loro commento, con ampia condivisione e possibilità di domande».

Un’occasione da vivere, come credenti, per sperimentare l’esperienza della misericordia di Dio, in questo Anno giubilare che, come dice il Papa, «non esclude nessuno». «È mio vivo desiderio – afferma infatti Francesco – che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina». Che l’invito custodito nella Bolla Misericordiae Vultus si traduca, allora, in concretezza di vita.

 

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