La notizia fa il giro dell’Italia e del mondo, e rischia di trasformare questa bellissima avventura appena conclusa in un incubo. Susanna Rufi, 19 anni, partita assieme al suo gruppo parrocchiale da Roma per partecipare alla 31esima Giornata mondiale della gioventù a Cracovia è stata stroncata, al rientro, da una meningite fulminante.

Secondo fonti giornalistiche, la ragazza, dopo aver assistito con i suoi compagni di viaggio alla Veglia e quindi alla Santa Messa al Campus misericordiae in Polonia, si è sentita male a Vienna, l’ultima tappa, accusando «un malessere alla testa» prima di rientrare con un volo in Italia, dove purtroppo oggi la sua famiglia e la sua comunità oggi piangono una morte assurda.

ciproxin500Inutile nascondere che il drammatico fatto ha tinto di infinita tristezza questo straordinario evento a cui hanno preso parte 100mila italiani con le loro bandiere tricolore. La Conferenza episcopale italiana ha immediatamente diramato tutte le informazioni necessarie, anche su opportuna indicazione dell’ospedale viennese dove i medici hanno immediatamente riconosciuto i sintomi del virus, invitando alla necessaria profilassi a cui, ovviamente, sono stati sottoposti i membri del gruppo romano della giovane): la precauzione prevede l’assunzione di una compressa di Ciprofloxacina da 500 mg, un antibiotico molto forte, solitamente usato per patologie gravi come la broncopolmonite. Inizialmente la stessa prevenzione medica era stata indicata, a scopo cautelativo, a quanti hanno frequentato in questi giorni Casa Italia, quartier generale a Cracovia del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI.

Comprensibile il panico che subito si è sviluppato a seguito della tragica circostanza, con genitori allarmati che hanno subito chiesto chiarimenti ai responsabili diocesani o al proprio medico di famiglia. Per quanto riguarda la situazione nelle Marche, dunque, al fine di evitare una psicosi inutile che rischia di generare ulteriore confusione, a rispondere e tranquillizzare le famiglie è don Francesco Pierpaoli, responsabile della Pastorale giovanile regionale, raggiunto telefonicamente mentre si trova ancora in terra polacca.

La sede di Casa Italia, polo logistico della CEI durante la 31esima Gmg di Cracovia
La sede di Casa Italia, polo logistico della CEI durante la Gmg 2016 di Cracovia

La meningite che ha ucciso la povera romana, infatti, come spiega lo stesso incaricato e come altri medici contattati da Emmausonline stanno confermando, «appartiene ad una forma batterica, che si trasmette solo in tre modi: tramite il bacio, per via salivare e attraverso l’uso comune delle stoviglie». Pertanto, è necessario essere entrati a stretto contatto con la vittima per aver contratto il contagio del virus.

Don Francesco Pierpaoli
Don Francesco Pierpaoli

Stanno comunque tutti bene i 1600 pellegrini partiti dalle Marche – tra loro, 12 vescovi e 50 presti – e «pian piano stanno rientrando ciascuno nel proprio paese di provenienza: il viaggio di ritorno è andato bene e oggi stesso, 2 agosto, rientreranno anche le diocesi di Pesaro, Urbino, Fano e Fermo che hanno voluto compiere un’ultima tappa di condivisione all’estero prima di concludere il viaggio».

Ogni consulto con il proprio medico o specialista in materia è sempre opportuno, ma attenzione a non esagerare, confondendo i sintomi di una semplice influenza dovuta a stanchezza o insolazione – ricordiamo che al Campus misericordiae domenica 31 luglio le temperature erano decisamente elevate, cui si sono aggiunti la fatica del cammino e qualche disagio negli alloggi – con il virus che ha strappato, prematuramente, la vita alla povera Susanna.

Il messaggio di Pierpaoli, che anche in questa Gmg con la consueta ed efficace competenza ha coordinato i vari referenti delle diocesi marchigiane, è diretto e rassicurante al tempo stesso: «Manteniamo alta la guardia ma stiamo attenti a non creare troppo pathos. La Gmg è stato un evento grandioso, che sono sicuro i ragazzi avranno voglia di raccontare una volta rientrati a casa: seppur con questo epilogo infinitamente doloroso, non dobbiamo compiere l’errore, mediaticamente, di spostare l’asse dell’attenzione solo sulla preoccupazione legata a questa triste morte. È soprattutto il “volto” bello di questa esperienza a meritare spazio nella cronaca».

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