Coldiretti Marche: nel 2017, una giovane azienda agricola al giorno

Ad affermarlo è la Coldiretti Marche in occasione della cerimonia di consegna all’Istituto agrario Cecchi di Pesaro degli Oscar Green

Nei primi sei mesi del 2017 è nata nelle Marche una giovane impresa agricola al giorno a testimonianza del crescente interesse per l’agricoltura da parte delle nuove generazioni. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche in occasione della cerimonia di consegna all’Istituto agrario Cecchi di Pesaro degli Oscar Green, il premio nazionale promosso sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana da Coldiretti Giovani Impres. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state ben 183 le aperture di imprese under 35. Una voglia di campagna spinta anche dalle opportunità offerte dal nuovo Piano di sviluppo rurale. Basti dire che per i bandi per l’insediamento giovani sono arrivate 400 domande.

Ed intanto la schiera di aspiranti imprenditori sembra destinata a crescere. Secondo un’analisi Coldiretti su dati dell’Ufficio Scolastico regionale delle Marche, gli iscritti all’attuale anno scolastico per gli istituti tecnici e professionali di agraria sono aumentati del 21 per cento nel confronto con lo scorso anno.

Complessivamente sono 8000 i giovani che oggi lavorano in campagna, come conduttori aziendali o come manodopera, familiare e non. Assieme alle aziende finaliste, hanno preso parte all’Oscar Green Maria Letizia Gardoni, delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, la vicepresidente della Regione Marche, Maurizio Mangialardi (Presidente Anci Marche), Francesca Pulcini, presidente Legambiente, l’imprenditore Bruno Garbini (Progetto Arca), Ugo Pazzi, presidente Sloow Food, Lorenzo Bisogni, Dirigente Servizio Agricoltura Regione Marche, la dirigente dell’Istituto agrario Donatella Giuliani il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante, il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Paolo Guglielmi, e il direttore di Coldiretti Marche, Enzo Bottos.

«C’è un intero esercito di ragazzi che hanno preso in mano un settore considerato vecchio, saturo e inappropriato per immaginare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari, innovatori e attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore per se stessi e per gli altri – ha affermato la Gardoni -. Dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla decrescita infelice del Paese, ma anche una speranza alla sconfitta dei nostri coetanei che sono costretti ad espatriare».

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