L’Appennino ferito riparte da #marcheuropa: iniziato il seminario del Consiglio regionale

A San Severino Marche il primo seminario per gli amministratori locali. Il Ministro De Vincenti: "Le radici delle Marche sono il legno per costruire la nave del futuro e i protagonisti siete voi, noi saremo solo gli strumenti"

Trovare insieme nuove strade per l’Appennino ferito e per le Marche, ragionando su come legare la ricostruzione allo sviluppo, la messa in sicurezza del territorio al lavoro, il turismo ai servizi per le comunità, il paesaggio alla cultura. Questi i temi centrali della prima delle cinque tappe di #marcheuropa, il programma di seminari formativi per gli amministratori locali, organizzato dal Consiglio regionale, in collaborazione con l’Istao. Al cinema teatro Italia di San Severino Marche oltre cento persone, tra sindaci, assessori, consiglieri comunali, cittadini, studenti, imprenditori, si sono confrontate su “Le Marche della Rinascita, Marche Resilienti” con studiosi, accademici, rappresentanti delle forze sociali ed economiche. Una lunga giornata di dibattiti e approfondimenti, al termine della quale è intervenuto il Ministro della coesione territoriale Claudio De Vincenti che dopo aver elogiato il progetto formativo organizzato dal Consiglio regionale, ha ricordato i provvedimenti fatti dal Governo, anche in un’ottica di sviluppo futuro.

«Per la prima volta sono stati stanziati fondi per finanziare la ripresa delle attività produttive, una parte rilevante dei 13 miliardi e mezzo di euro già stanziati è dedicata alla ricostruzione economica». E ha concluso con un invito: «Avete il compito di rispondere al dolore dell’autunno scorso pensando alle Marche del futuro, che sono radicate nella vostra storia. Le radici delle Marche sono il legno per costruire la nave del futuro e i protagonisti siete voi, noi saremo solo gli strumenti».

Un pensiero condiviso anche da Paola De Micheli, commissario straordinario alla ricostruzione. «Oggi è un’occasione straordinaria per confrontarsi sul futuro di questi bellissimi territori. Noi siamo lo strumento di realizzazione dell’idea, del progetto delle Marche che voi volete – ha sostenuto De Micheli – Ci sono le risorse economiche, finanziare e umane. In questo momento la priorità è di mettere a terra tutto l’imponente patrimonio di leggi e di ordinanze lasciato dal commissario Errani. Mettere a terra significa trasformarlo in fatti giorno per giorno. Poi stiamo lavorando sul fronte legislativo, soprattutto sul fronte delle opere pubbliche, per provare ad accelerare gli interventi su quelle strategiche, perché i luoghi pubblici sono soprattutto luoghi di comunità».

La scelta di dedicare al tema della Rinascita la seconda edizione di #marcheuropa è stata spiegata dal presidente Mastrovincenzo. «Il secondo ciclo – ha detto – non poteva non tener conto della drammatica novità del sisma che ha investito la comunità regionale. I cinque appuntamenti nelle aree interne offriranno un contributo di riflessione sul futuro di più di un terzo del territorio regionale, 87 comuni, circa 370mila abitanti. Oggi, nel dramma, si è aperta la possibilità di fare del centro Italia il laboratorio della messa in sicurezza dell’intero Paese. Non dobbiamo farci sfuggire questa occasione, occorre accantonare i campanilismi, lavorare in squadra, lasciare da parte le polemiche e costruire relazioni per realizzare progetti, per creare nuove opportunità di vita e di lavoro». E ha terminato proponendo due cose da fare subito: «In tempi celeri una banca dati sugli effetti del sisma in tutta l’area del cratere e l’insediamento di un tavolo nazionale in cui le università e i centri studi territoriali e nazionali possano offrire proposte per nuovi sentieri di sviluppo».

Per il presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli «è maturo il tempo per l’elaborazione dello sviluppo futuro, ci sono tutti gli strumenti e le risorse per guardare avanti con sguardo fiducioso e sereno. E guardare avanti, non significa smettere di guardare quello che accade intorno a noi». Ricorda le scelte già fatte in chiave di investimento per il domani, come «il finanziamento delle seconde case, nell’ottica di cogliere quanto la ricostruzione dovesse essere anche ricostruzione economica». Nelle Marche della rinascita, per Ceriscioli, «ci sono investimenti per le strutture tecnologiche, come la banda larga, ma anche per i trasporti e i collegamenti, strumenti a favore delle imprese, attenzione all’ambiente e al lavoro».

«La sfida – conclude – sarà costruire la sommatoria di tutti questi percorsi, perché nessuno da solo potrà raggiungere l’obiettivo». L’assessore all’ambiente e alla protezione civile Angelo Sciapichetti disegna gli scenari presenti e futuri. «Siamo nel passaggio cruciale tra emergenza e ricostruzione, finché abbiamo 31mila persone fuori dalle abitazioni, non possiamo ancora parlare di ritorno alla normalità». Ribadisce la promessa di «”portare a termine entro fine anno il 90% delle Sae -, ma riconosce che questo non basta, perché il rischio è quello di creare “borghi scatole vuote. Nel futuro c’è la fase più complessa, quella della rigenerazione del territorio», sottolinea Sciapichetti. Occorre stabilire una serie di priorità. Viabilità e servizi socio-sanitari sono al primo posto, a suo parere, ma serve anche «un riordino dal punto di vista istituzionale: la legge sui piccoli comuni è il primo passo concreto, ma dobbiamo avere il coraggio di andare oltre, i comuni possono iniziare un percorso di collaborazione nei servizi».

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