Vi proponiamo oggi un articolo del professor Matteo Truffelli, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica, apparso sul quotidiano Avvenire, che descrive la natura dell’associazione.

Fedeltà e cambiamento: il tema del settimo Festival della Dottrina sociale offre una chiave interpretativa particolarmente efficace per leggere la lunga storia dell’Azione Cattolica Italiana, che celebra proprio quest’anno il suo centocinquantesimo anno di vita. Lungo tutto l’arco del suo camino, infatti, la più antica aggregazione laicale, ha sempre saputo attraversare i cambiamenti che ne hanno scandito il passo rimanendo fedele a se stessa, o, più propriamente, ha sempre saputo attraversare i cambiamenti che ne hanno scandito il passo rimanendo fedele a se stessa, o, più propriamente, ha sempre saputo dare vita a un continuo processo di cambiamento volutamente cercato per rimanere fedele alla propria natura e alla propria missione dentro contesti ecclesiali, sociali, culturali e politici a loro volta, inevitabilmente, in continuo cambiamento.

In centocinquantanni l’AC ha cambiato varie volte forme e regole, quello che non ha mai voluto cambiare è il suo essere associazione senza rincorrere leaderismi ma ricorrere ad una struttura organizzata capace di generare condivisione di idee e di energie, formando alla corresponsabilità e promuovendo la solidarietà.

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