Ora di religione. Ecco come far capire ai ragazzi perché «vale»

L'Avvenire di oggi a firma di Andrea Monda descrive l'esperienza sul campo. Religione vuol dire essenzialmente relazione

(Foto Agensir)

Ormai siamo nel periodo delle preiscrizioni scolastiche ed anche la”scelta” dell’ora di religione. L’Avvenire di oggi a firma di Andrea Monda, lui stesso insegnante di religione nei licei di Roma dal 2000, descrive l’esperienza sul campo. Religione vuol dire essenzialmente relazione. Per questo l’ora di religione rappresenta l’insegnamento per eccellenza, nel senso che mostra in modo evidente la sostanza del fenomeno che chiamiamo “scuola”: un’esperienza di relazione tra esseri umani. Nella sua “debolezza”, un insegnamento facoltativo, concentrato in una sola ora a settimana, con minor peso rispetto alle altre materie in termini di media dei voti (che per lo più sono giudizi, non voti numerici), quest’ora di lezione riesce però a cogliere e rappresentare il cuore della scuola, intesa come lo spazio e il tempo dell’incontro, fecondo, tra le generazioni.

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