Sparatoria a Macerata. Lattanzi (Aiart): «Ragioniamo sulle povertà per accogliere e integrare»

«Se li liquidiamo questi fatti di cronaca come un rigurgito fascista o nazista non diciamo il falso - ha detto -, ma guardiamo la realtà in maniera parziale»

«Macerata è una città lacerata da quello che è accaduto». Lo ha affermato Lorenzo Lattanzi, presidente Aiart Marche, nell’intervista concessa alla Radio Vaticana. «Dobbiamo agire in controtendenza – ha aggiunto -, fare in modo che non ci siano azioni contrapposte e che si ritengano uniche detentrici della verità». Lattanzi ha sottolineato come i fatti di cronaca, dall’omicidio di Pamela Mastropietro alla sparatoria compiuta da Luca Traini, non debbano essere semplificati: «Se li liquidiamo come un rigurgito fascista o nazista non diciamo il falso – ha detto -, ma guardiamo la realtà in maniera parziale».

Per il presidente Airt Marche il profilo di Traini descrive un giovane di 28 anni disturbato psicologicamente, con una famiglia problematica alle spalle. «Chi ha dato il porto d’armi a Traini?», si chiede ancora Lattanzi, invitando a riflettere su tutto ciò anche nell’ambito del dibattito sulla legittima difesa. «Quello che è successo a Macerata non può essere derubricato a caso di cronaca – ha ribadito -, ma è emblematico e coinvolge tutta la nostra nazione: vogliamo davvero diventare come gli Stati Uniti, dove spessissimo c’è chi imbraccia un’arma e compie delle stragi?».

Nell’ultimo passaggio dell’intervista, Lattanzi riporta anche le parole del vescovo di Macerata: «Marconi parla di molteplici povertà: la vittima, la 18enne Pamela; l’assassino e gli spacciatori; il giustiziere e i sei poveri innocenti feriti nella sparatoria. Raccogliamo il suo invito a ragionare su queste povertà per fare comunità. Convergiamo insieme nel ripensare non solo ad accogliere ma anche a integrare, facendo in modo che la violenza non sia mai la soluzione».

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments