Alla luce del tramonto di sabato 9 giugno nei pressi dello Stadio Helvia Recina di Macerata tutto vibra tra chi è in attesa che inizi il gesto e chi, da volontario, svolge il proprio servizio.

Lancio di palloncini

Un lancio di palloncini tricolori a richiamare la bandiera italiana trasporta in cielo un numero: il 40. Poi altri palloncini colorati si librano verso l’alto.

Persone da tutta Italia e anche dall’estero sono giunte con 280 pullman ufficialmente iscritti; sul prato anche gente venuta solo per la S. Messa. A tutti viene consegnato il kit del pellegrino: Rosario, libro guida, messaggio di don Julián Carrón, presidente della Fraternità di CL, carisma cui da sempre si ispira il Pellegrinaggio.

L’équipe del servizio medico e paramedico

La scaletta è rispettata al minuto: canti di accoglienza, saluto del sindaco di Macerata Romano Carancini, recita dell’Angelus, introduzione di Ermanno Calzolaio, presidente del Comitato Pellegrinaggio, testimonianza di due ragazzi nigeriani sbarcati in Italia, Frank e Uwa, felici di essere stati accolti, cercati e amati. Ed ecco la telefonata di papa Francesco: uno scambio di battute tra lui e monsignor Giancarlo Vecerriva e il messaggio, quasi un’invocazione ai giovani: «Cercate la felicità!». «È un fatto che ci sovrasta » dice ai lati del palco un emozionato Ermanno Calzolaio. Entra poi la Fiaccola per la Pace seguita da una ventina di atleti per l’accensione del braciere.

Segue la Santa Messa presieduta dal cardinale Marc Ouellet, prefetto per la Congregazione dei vescovi, preceduta dal saluto del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, che ringrazia “don” Giancarlo per essere stato strumento “piccolo e tosto” della Madonna nell’avviare 40 anni fa e nel proseguire ancora oggi il Pellegrinaggio.

Ouellet, nell’omelia, esprime in vari modi la preoccupazione della Chiesa verso i giovani, fino a dire ad ognuno: «Non star solo, camminiamo insieme nella vita come cammineremo stanotte, verso una meta impegnativa ma sicura». E a tutti ricorda: «Siamo promossi a fratelli, sorelle e madri di Gesù, perché lo cerchiamo e siamo disposti ad accogliere ogni parola che esce dalla sua bocca». Il Cardinale ha voluto poi distribuire la comunione ai disabili accolti in prima fila ai piedi dell’altare. Concelebrano il cardinale Edoardo Menichelli, 7 vescovi, 4 sacerdoti e 2 diaconi; 120 i ministri pronti per distribuire la comunione; 18.500 le particole preparate; 30 le postazioni per le confessioni; 60 i coristi; 1.000 circa i volontari a sostegno dell’intera organizzazione dell’evento: servizio medico, liturgia, amplificazione, illuminazione… Alla fine della Messa, la croce, proprio quella donata ai giovani da san Giovanni Paolo II 25 anni fa, esce dallo Stadio per avviarsi verso la Santa Casa di Loreto. Dietro si allinea tanta gente, inserendosi in fretta per non restare troppo in coda, e diventa un popolo.

Si procede lungo il percorso secondo un crono–programma ben rodato: adorazione del SS. Sacramento a Sambucheto, dove si aggregano i malati accompagnati dall’Unitalsi; accensione dei flambeau a S. Firmano: 21.000 le candele distribuite da decine di volontari; fuochi d’artificio all’altezza del ponte sul fiume Potenza. Intanto un primo quarto di luna assiste dall’alto e non poteva non essere ricordato Giacomo Leopardi che da un colle, là, da quelle parti l’ha cantata… Si cammina concentrati sulle parole di chi guida, pregando, cantando. Si lotta con il sonno, la stanchezza, i dolori ai piedi, con la brezza mattutina; ma è una festa, soprattutto del cuore perché scopri che sei nella compagnia giusta, quella che ti conduce al Destino buono, dando pian piano risposte alle domande che si agitano dentro di te, come mi raccontano due giovanissime amiche, Irene e Nastia. Testimonianze toccanti si susseguono; una ragazza della Pars di Corridonia prega anche per l’anima e per la mamma di Pamela, la vittima dell’efferato delitto.

A Chiarino l’agognato ristoro; ma ecco: alla luce dell’aurora oramai diffusa, Loreto è alla vista dei primi e si affrontano tra canti festosi gli ultimi e impegnativi saliscendi verso la Basilica. Nel frattempo il cardinale Ouellet, prima di salutare sul sagrato i pellegrini quasi uno a uno stringendo loro la mano, è entrato in Santa Casa per disporre un bel mazzo di rose bianche ai piedi della Madonna.

Alla fine – come augurato dal Papa la sera prima – c’è stato veramente per tutti l’incontro con la Vergine Lauretana, in particolare per quei tanti giovani in cerca della loro strada e di risposte di senso alla loro vita.

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