Sì è chiuso, dopo 4 giorni straordinariamente intensi, il Festival “Villaggio digitale” che si è svolto a Macerata dal 4 al 7 aprile. Un gruppo di professionisti del digitale (e non solo) che fanno parte dell’Associazione Red – Rete Educazione digitale, supportati da Comune di Macerata, Provincia, Unimc, Unicam, Asur, Garante per i diritti della Regione Marche  e Liceo Classico ha offerto a tantissimi target differenti analisi differenti e approfondite sulle tematiche più varie.

Il filo rosso che ha unito tutta la manifestazione è stato però unico e ben visibile: il desiderio di offrire una formazione a 360 gradi a tante persone che usano costantemente strumenti digitali, per mettere in guardia da un lato dai rischi che si corrono, ma dall’altro per mostrare le tante straordinarie opportunità offerte dal web.

Si è parlato quindi di protezione dei dati personali e adescamento online, di truffe e della necessità per gli adulti di avere una formazione che permetta loro di essere il sostegno dei cosiddetti nativi digitali, ma anche di come il mondo online sia il supporto di attività lavorative di ogni genere e di come la comunicazione digitale offra tante nuove professionalità e sbocchi per immettersi nel mondo del lavoro.

Sono stati quasi 20 i micro-eventi, che hanno spaziato dalla cultura pura, come Freud e l’Infinito di Leopardi a momenti ludici, come la presenza di una riproduzione di Kitt la Supercar, che ha attirato una frotta di curiosi, ai simulatori di realtà virtuale. ll festival si è concluso nella serata del 7, con una parte “off” dove gli ospiti presenti, tra cui il Presidente e il Caporedattore del famoso Lercio.it sono stati giocosamente (ma nemmeno tanto) provocati a dire la loro su casi di comunicazione digitale che hanno fatto tanto discutere.

C’ è sicuramente ancora molto da fare, riferiscono i promotori, per far capire alle persone che avere conoscenze digitali è ormai una necessità per vivere una vita più consapevole e non essere lasciati indietro. Ma Villaggio digitale 2019 a Macerata è stata una piccola tessera nel grande mosaico in quel Rinascimento culturale digitale che Red sta inseguendo fin dalla sua fondazione.

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