Una domenica a Taiwan l’abbiamo vissuta celebrando la Messa nella chiesetta di don Emanuele. È in una zona a nord della città, dove – come ci raccontano – è davvero difficile evangelizzare. Anche qui, come in Cina continentale, la ricerca del denaro e del successo è così spasmodica fin da piccoli che per Dio non sembra esserci posto nella vita delle persone.

Una cosa che mi aveva colpito in questi giorni erano le facce dei bambini e soprattutto dei giovani che si incontrano: costantemente fisse sugli schermi dei cellulari e stranamente cupe. Parlando con i nostri preti mi hanno raccontato la vita degli adolescenti cinesi e credo di aver capito parecchio. Molta di questa tristezza dipende dal sistema sociale educativo. In Cina fino ai primi anni 90 era vietato avere più di un figlio per coppia di sposi. Questa legge è cambiata, ma la mentalità comune no, così i figli unici sono la maggioranza, soprattutto nelle grandi città. Su questi figli si riversano le aspettative di ricchezza e successo dei genitori ed il sistema perverso della educazione.

Per accedere alla università ed alle università migliori che garantiscono i migliori posti di lavoro, tutto dipende dal voto della maturità. A questo esame che tutti sentono come il momento chiave dell’intera vita, ci si prepara fin dalle medie. L’orario scolastico standard è già lungo: otto ore al giorno. Poi gli insegnanti offrono ripetizioni a pagamento oltre l’orario per garantire migliori risultati. Così moltissimi fanno 12 ore di scuola al giorno. Tanti durante le superiori addirittura vivono a scuola. Molte scuole funzionano come collegi, diversi promettono risultati altissimi agli esami, ma la vita di questi giovani, 6 giorni su 7, viene totalmente assorbita dallo studio e dalle ripetizioni extra.

Non c’è sport, gioco o vita sociale fuori dal gruppo scolastico di maschi o femmine sempre separati gli uni dalle altre per non avere distrazioni. Questo allevamento da “polli in batteria” non sembra produrre dei geni, ma solo alunni che sanno a memoria tante cose. Soprattutto produce giovani tristi e una percentuale di suicidi tra gli adolescenti che i governi cercano di nascondere in ogni modo, tanto è alta e preoccupante.

A Taiwan, dove ci sarebbe più libertà e benessere, la stessa competizione perversa per il denaro e il successo, produce stili di vita simili, insieme anche qui a preoccupanti livelli di suicidi quando gli adolescenti incontrano delusioni o sconfitte.

Credo che tornando non mi lamenterò più della scuola italiana: con tutti i suoi difetti è ancora un mondo umano!

Questo sistema fa una concorrenza spietata a ogni tentativo di pastorale giovanile della Chiesa locale. I preti sono preoccupati, ma far capire ai genitori che il successo non è tutto non è facile in una società come questa.

Tutto questo ho deposto sull’altare della domenica, contornato dai bambini dei nostri cristiani, che spesso hanno il coraggio di andare contro corrente e questo si vede rispecchiato dai sorrisi sereni dei loro bambini.

Forse mai come in questi giorni la promessa di Gesù: beati i poveri perché avranno in eredità il Regno, mi è sembrata logica e vera.

Nel pomeriggio abbiamo incontrato un gruppo di adulti di una parrocchia vicina che si impegna in un banco alimentare per i poveri, nel servizio di assistenza ad anziani soli ed anche in una attività molto particolare. Guidati da un sacerdote che ha studiato il tema per anni, insegnano una particolare tecnica tradizionale di massaggio curativo, la riflessologia del piede, che dovrebbe aiutare soprattutto gli anziani a vincere i dolori ed i disturbi della età. È certo positivo il fatto che chi impara questo metodo si mette poi a servizio di anziani e ammalati e probabilmente dà loro qualche giovamento. Abbiamo accettato di provare… devo dire che mi ha fatto un male cane! Secondo loro è segno che nei prossimi giorni ne trarrò grandissimi benefici. Io sono ancora scettico, ma la buona volontà di questi signori mi ha comunque conquistato. Anche questo è Taiwan.

 

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