di Renato Zilio*

Un pellegrinaggio di un popolo variopinto di indiani, ucraini, latino-americani, nigeriani e romeni vestiti a festa con costumi e bandiere, denominato “Pellegrinaggio marchigiano dei migranti. Anche noi da Maria”. Questa la scritta, a grandi caratteri, su un lunghissimo drappo arancione, che apre il corteo, domenica 6 ottobre (nel pomeriggio) con più di 300 pellegrini previsti. È il loro incontro annuale con il santuario mariano, provenendo da tutte le Marche. Non mancherà il saluto di benvenuto del sindaco, dott. Paolo Niccoletti e dell’arcivescovo Fabio Dal Cin.

Portano con orgoglio la loro fede. Ma anche la loro identità, la loro originalità di uomini e donne venuti da altri orizzonti, per vivere nelle nostre Marche e… farle vivere con il loro lavoro e dinamismo. Il vescovo emerito di Senigallia, Giuseppe Orlandoni, accompagna ogni anno questo pellegrinaggio multicolore. Segno concreto di una Chiesa, cioè di un popolo di Dio in cammino verso la nuova “terra promessa”. Sì, la fratellanza tra uomini, culture e lingue differenti.

Commovente, come sempre, il loro passaggio nella santa Casa. Per ricordare, poi, nella celebrazione, tra canti e letture nelle diverse lingue, quanto Maria incoraggia il loro camminare, il loro « andare avanti »… La vita di un migrante è sempre una lotta e una danza, allo stesso tempo. Qualcosa di duro, ma anche di grande, che apre la mente e il cuore. Una processione di bambini accompagnati dai genitori, alla fine, riceverà una benedizione speciale dal Vescovo : piccoli volti, dai tratti somatici di ogni continente, l’Italia di domani.

Un momento fraterno, festivo e conviviale, tra cibi orientali, latinoamericani e africani con l’ottimo vino marchigiano concluderà nei locali della Prelatura la giornata. Quasi un simbolo – a tavola – della società integrata che si vuole costruire insieme. Sotto lo sguardo di Maria.

*Migrantes Marche

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