La Chiesa “non è una roccaforte, ma una tenda capace di allargare il suo spazio perché entrino tutti e di dare accesso a tutti”. Ne è convinto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha ribadito: “La Chiesa è ‘in uscita’ o non è Chiesa, o è in cammino allargando sempre il suo spazio affinché tutti possano entrare, o non è Chiesa. È una Chiesa con le porte aperte”. “Io quando vedo, in questa diocesi o in quella di prima, qualche chiesetta con le porte chiuse, questo è un segnale brutto”, ha proseguito Francesco a braccio: “Le chiese devono avere sempre le porte aperte, perché questo è il simbolo di cosa è una Chiesa, sempre aperta. La Chiesa è chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre. Cosicché, se qualcuno vuole seguire una mozione dello Spirito e si avvicina cercando Dio, non si incontrerà con la freddezza di una porta chiusa”. “Adesso vengono i problemi”, ha detto a braccio il Papa: “La novità delle porte aperte ai pagani – perché gli apostoli predicano ai giudei, ma anche con le porte aperte ai pagani – scatena una controversia molto animata. Alcuni giudei affermano la necessità di farsi giudei prima, cioè della circoncisione per salvarsi e poi il battesimo. Dicono: ‘Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati, cioè non potete ricevere dopo il battesimo. Ma prima il rito giudaico e poi il battesimo, questa era la loro posizione’”. “Per dirimere la questione, Paolo e Barnaba consultano il consiglio degli Apostoli e degli anziani a Gerusalemme, e ha luogo quello che è ritenuto il primo concilio della storia della Chiesa, il concilio o assemblea di Gerusalemme, cui fa riferimento Paolo nella Lettera ai Galati”, ha ricordato Francesco.

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