Alla fine è arrivato. La giovane attivista svedese Greta Thunberg ha lanciato un appello per l’Amazzonia, in un video che la vede a fianco di altri giovani ambientalisti svedesi, irlandesi del nord, neozelandesi, portoghesi e brasiliani, appartenenti all’organizzazione Friday For Future.
“L’abbiamo difesa dai taglialegna e dai Governi. Ora dobbiamo difenderla dal coronavirus”, si afferma nel video a proposito dell’Amazzonia. Il presidente Jair Bolsonaro, quando gli chiesero di commentare le affermazioni di Greta per gli incendi in Amazzonia, la definì un “marmocchio”. E ieri se l’è presa con il sindaco di Manaus, Arthur Virgílio Neto, sostenitore del lockdown e dell’isolamento sociale per la capitale dell’Amazzonia brasiliana flagellata dal virus, che ha chiesto a Greta di intervenire. Neto è stato insultato da Bolsonaro, che ha chiamato il sindaco “un vagabondo”.
“Manaus è la capitale dello stato di Amazonas, in Brasile. È il cuore di quella che conoscete come foresta amazzonica”, viene detto nel video pubblicato, condiviso da 13 attivisti. “Manaus è l’epicentro della pandemia di Covid-19 nella foresta amazzonica”, sottolinea il brasiliano João Duccini, 21 anni. “Il sistema sanitario non crollerà perché è già crollato”, aggiunge la connazionale Valentina Ruas, 16. Il video si conclude con un appello in portoghese: “Salviamo l’Amazzonia”.

Intanto, dati molto preoccupanti arrivano dall’Amazzonia, come la zona dell’Alto Solimões, nell’alto Rio delle Amazzoni. Di fronte a una popolazione molto ridotta, non sono tanto significativi i numeri assoluti, ma l’incidenza sulla popolazione totale, che in buona parte è indigena. In tutta la provincia i contagi sono 1.368 (lo 0,62% della popolazione contro, per esempio, una media italiana dello 0,37%), i morti sono 77. Nel municipio di Santo Antônio do Içá l’incidenza dei 357 positivi (con 8 morti) è dell’1,65% della popolazione, nel capoluogo Tabatinga (425 positivi e 45 morti) dello 0,65%.

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