Nell’era digitale, in cui siamo ormai abituati ad essere costantemente “connessi”, dovunque e comunque, il binomio storia e Rete potrebbe apparire paradossale. Eppure, milioni di utenti digitano sui motori di ricerca del web per leggere, approfondire o riscoprire le biografie di uomini e donne, politici, religiosi, madri e imprenditori che hanno influito notevolmente, con la propria opera, sul corso degli eventi.

Santa Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004
Santa Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004

Mentre le dinamiche dei social network determinano fin troppo abbondantemente la dimensione del nostro vivere, un sociologo e un giornalista indagano sul fenomeno della crescita d’interesse verso la storia e le storie di personaggi illustri (da papa Giovanni Paolo II a Rosario Livatino, da Gianna Beretta Molla ad Adriano Olivetti). Nasce così «Linkati alla storia. La narrazione biografica e il ruolo delle comunicazioni sociali», edito da Euno e curato dal professor Claudio Saita, sociologo e docente presso l’Università di Catania, e Vincenzo Grienti, giornalista ed esperto di cultura digitale, oggi impegnato a Tv2000.

Mentre in ogni Diocesi, guidati dal messaggio di papa Bergoglio (leggi Qui il servizio), si ricorda l’imprescindibile valore delle comunicazioni sociali attraverso l’unica Giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II, con il decreto «Inter Mirifica» del 1963, gli autori, a doppia “voce”, spiegano ad Emmausonline gli intenti di questo testo, a partire dalla sua genesi.

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La copertina del testo

«L’intuizione è stata quella di voler approfondire il nesso che s’instaura fra la storia individuale e la storia “globale” con la consapevolezza che anche il protagonismo e l’autorevolezza rappresentata dalle vicende storiche di grandi personalità religiose, imprenditoriali, politiche ecc. non rappresentano di per sè una storia “generale”. La via di fuga è tuttavia rappresentata dalle caratteristiche e specificazioni di queste storie che ci possono consentire di operare alcune generalizzazioni rispetto allo scenario pubblico», precisa Saita che, nella sua esperienza, ha anche coordinato l’accoglienza dei minori migranti e la rete delle Associazioni di volontariato per conto del Comune di Catania.

Il professor Claudio Saita
Il professor Claudio Saita

«Ciò che ha mosso Vincenzo Grienti ed il sottoscritto è stato un “perché”, una domanda su quale fosse il rapporto con la realtà di questi personaggi e quale sia il rapporto dell’uomo di oggi con la realtà», aggiunge il sociologo, sottolineando che «la vita dei diciannove personaggi trattati nel testo aiuta, a mio avviso, alla ripresa di una nuova conoscenza nel contesto della “modernità liquida” di cui ci parla Bauman».

Ed è proprio in essa, aggiunge Grienti, «nella quale il tempo non è nè ciclico, né lineare, viviamo un’attualità trafelata, di corsa, caratterizzata da relazioni mordi e fuggi, da amicizie su Facebook e dall’utilizzo dei social più disparati che molto spesso accompagnano l’individuo a uno svuotamento valoriale».

Il giornalista Vincenzo Grienti
Il giornalista Vincenzo Grienti

Per tale ragione, l’invito a «Linkarsi alla storia» attraverso le biografie di testimoni che la storia l’hanno fatta è un incoraggiamento «a riflettere sul bene comune addentrandosi in quella che Moratiel definitiva avventura del silenzio. Linkarsi – prosegue il giornalista – significa entrare in empatia con contesti e situazioni, con persone e comunità, semplicemente per raccontarle. Da qui, la narrazione biografica, le storie minime, quelle che non fanno notizia possono diventare motivo di riflessione, di riscoperta, di rivalutazione della storia con la S maiuscola e, perché no, anche spinta ad affrontare la vita quotidiana in modo diverso».

Pertanto, dalle esperienze di personaggi provenienti da mondi culturali diversi, con una fede maturata in modi e tempi differenti, si può «trarre l’ossigeno e lo spirito di iniziativa per intraprendere con speranza nuove strade, ulteriori cammini, vie diverse che possono ridare speranza a una società apparentemente in stallo, in crisi di identità. Occorre una svolta, un giro di boa, e l’humus fertile per seminare speranza stavolta proviene dal passato».

Papa Giovanni Paolo II, proclamato Santo il 27 aprile 2014
Papa Giovanni Paolo II, proclamato Santo il 27 aprile 2014

Una riflessione, quella proposta dai due autori, che ben si collega all’invito rivolto ieri dal Papa in occasione della 50esima Giornata per le Comunicazioni sociali, concentrato sul tema della misericordia. «L’obiettivo dichiarato in più circostanze dal Pontefice – conclude il sociologo – è quello di rimettere al centro dell’interesse della comunità internazionale la dignità della persona ed il suo destino di pace e di giustizia in un mondo gravemente squilibrato e senza più un baricentro culturale e politico. Credo veramente che Francesco desideri che rinasca un affezione verso la vita comune su base mondiale. La memoria di ciò che hanno fatto alcune personalità umane citate nel nostro volume è forse una delle modalità per assecondare il Santo Padre in questa sua straordinaria missione».

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