L’aveva anticipato alla vigilia dell’inaugurazione, con motto determinato quanto il suo impegno: «Recanati città della cultura, da questo dobbiamo ripartire». Dopo quasi tre mesi di allestimento della mostra «I luoghi della Vergine Laureatana a Recanati. L’Arte dei Sacelli», Rita Soccio, assessore alle Culture del Comune di Recanati, può ragionevolmente dirsi soddisfatta dell’esito di un’iniziativa culturale fortemente voluta, non a caso, nell’ambito di un Anno particolare qual è quello straordinario della Misericordia.

Rita Soccio
Rita Soccio

Ad Emmausonline l’Assessore ribadisce, dunque, le finalità dell’allestimento che ha richiamato nel Colle leopardiano un ottimo flusso di visitatori: tra loro, numerose scuole e le parrocchie che hanno coinvolto i ragazzi del catechismo.

Assessore, la mostra sui Sacelli lauretani ha riscontro, fin dall’inaugurazione, un ottimo successo: quali sono stati gli “ingredienti” vincenti?

In realtà gli ingredienti di questa mostra sono molto semplici: si tratta, difatti, di una combinazione ottimale tra fede e cultura. Nella fede, soprattutto, perché la devozione verso la Vergine Lauretana è una realtà che attraversa tutto il nostro Paese travalicando i confini nazionali. Quella che lega il nostro territorio alla Madonna è, senza ombra di dubbio, una realtà spirituale e religiosa che affascina il devoto di ieri come quello di oggi, che porta con sè le stesse domande di una volta ed è alla ricerca delle risposte di sempre. Nella cultura, poi, i Sacelli esposti in mostra sono delle vere e proprie opere d’arte popolare. Basti pensare alla loro origine quando, nel 1613, la Congregazione della Marca emanò una delibera con la quale si esortavano le comunità a festeggiare il 10 dicembre con processioni e luminarie, nelle terra picena, a ricordo della Venuta della casa di Nazareth: in conseguenza di queste disposizioni si diffuse anche l’uso di realizzare in legno, cartapesta o tela il plastico riproducente la Santa Casa, con al di sopra la Vergine lauretana col Bambino. Nel corso degli anni, la maggior parte delle chiese della Marca si dotò di questi modellini per portarli solennemente in processione la notte tra il 9 e il 10 dicembre, a ricordo, appunto, della Venuta della Santa Casa.

L'opera proveniente da Fermo
L’opera proveniente da Fermo

OSTRAFare cultura anche attraverso la memoria storica legata alla devozione popolare e all’arte sacra, di cui, in tutte le Marche, abbiamo ancora segni evidenti: l’esposizione è riuscita a trasmettere questo messaggio ai visitatori?
La mostra sui Sacelli Lauretani è stata concepita proprio in quest’ottica territoriale, concentrandosi, in particolare, sul forte rapporto esistente tra Recanati e Loreto che secoli addietro erano un’unica entità. Un racconto da rievocare ai visitatori come un cammino immaginario, con implicazioni artistico-architettoniche, storiche e devozionali, che attraversa tutta la regione, ma che può diventare reale all’interno della città recanatese. Non ha caso, alla mostra dei Sacelli è stata abbinata una guida cartacea che illustra le numerose testimonianze lauretane presenti all’interno della nostra città e che i visitatori possono ripercorre a piedi. In una passeggiata che si snoda tra le vie e piazze della città si possono infatti ammirare ad esempio, nell’abside della cattedrale di San Flaviano, una testimonianza importante della devozione alla Vergine di Loreto costituita dall’affresco raffigurante la Traslazione della Santa Casa, realizzato dal pittore genovese Giovanni Antonio Carosio su commissione del vescovo Amico Panici, o un’altra significativa tappa del percorso costituita dalla chiesa di Sant’Anna dove, nel 1800, venne realizzato, per volere di Pietro Leopardi, vescovo di Akka, e del cardinale Tommaso Antici, un prospetto in gesso e scagliola, ad imitazione della facciata occidentale del rivestimento marmoreo della Santa Casa, in cui è raffigurato il bassorilievo dell’Annunciazione con due profeti e altrettante sibille.

«I giovani che hanno partecipato hanno dimostrato un grande interesse per i Sacelli, a dimostrazione di come anche le nuove generazioni possano avere sensibilità verso temi che pensiamo lontani dal loro mondo»

Qual è stata la risposta da parte degli Istituti scolastici e delle parrocchie? 
Numerose sono state le scolaresche che sono venute in visita al museo per vedere la mostra dei Sacelli. Con l’occasione hanno potuto ammirare anche la collezione permanente esposta al suo interno: ricordiamo i capolavori dell’artista Lorenzo Lotto tra cui spicca «L’annunciazione», senza dubbio una delle più significative e originali della storia dell’arte italiana del Cinquecento. Anche le parrocchie hanno omaggiato la mostra, portando in visita le bambine e i bambini dei tanti catechismi del nostro territorio. I giovani che hanno partecipato hanno dimostrato, a detta delle guide, un grande interesse e una viva curiosità per i Sacelli questo a dimostrazione di come anche le nuove generazioni possano avere grande sensibilità verso temi che a volte si pensa lontani dal loro mondo.

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Panoramica della sala espositiva visitabile fino a Pasqua a Villa Colloredo Mels

A dicembre si era accennato all’organizzazione di una serie di eventi culturali legati alla mostra: c’è qualche data significativa da segnalare?
L’evento più significativo è legato alla presentazione della pubblicazione della mostra che sarà presentata per la fine marzo. Infatti, vista l’affluenza e l’entusiasmo del pubblico si è deciso insieme al curatore della mostra, il professor Gabriele Barucca (Qui le dichiarazioni dell’esperto), di prolungare l’allestimento per tutto il mese di marzo. L’evento è ancora in via di definizione, ma la volontà di tutti gli attori coinvolti è quello di creare un momento culturale con una forte valenza artistica e spirituale.

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